UNDERWEARLESS OBSESSION 2 – ovvero il flusso di coscienza

Molto felice di pubblicare questo contributo estorto al mio amico Scannasurgi, incontrato dopo secoli a NY.

“..e diceva: ti aspetto alla finestra. Tra jet lag, ritardi e valigie perse, mi mancava che quel tremone si fosse addormentato per conorare nel migliore dei modi la fine delle mie due misere settimane di vacanza. Ma avevo ancora davanti a me 48 ore prima del nuovo countdown per le vacanze (di 350 giorni), per questo lungo weekend pieno di sorprese e di voglia di essere ggiovine. Non come ste sguaiate che se ne vanno in giro senza mutande, che dico io mi sembra pure normale che
se di inverno vanno in giro in ciavatte sull neve come minimo d’estate qualcosa in piu se la devono togliere. Per un giusto senso di coerenza con un loro termometro che e’ sempre un casino capire come funziona. menoventottopoidividicircaperdue e’ hai i celsius. Un opinione insomma. Ma io di opinione ne ho una valigia piena, non come quella che la British Airwaysoresa m’ha perso in qualche piscina truzza del New Jersey. E si. Che pian piano che sei qui, in questa terra gentile e tremenda, sara’ per compensare la carenza di pane con la crosta e di
uno stramaledettissimo posto dove puoi trovare un espresso in tazzina e cucchiaino di metallo (di metallo! per gli antichi dei!), insomma si.. devi in qualche modo evidenziare tutte le caratteristiche che sono insulse e infantili, ma che cmq funzionano meglio che dell’italia di Berluscomonti, ne.. e se non te ne vai subito, e ritorni al torpore emicranico del non-so-come-fare-ad-arrivare-a-fine mese italiano, rischi per difendere le stellestriscie e fregartene dei paesi che non
vogliono la tua democrazia e degli orsi polari che non possono piu sentirsi mimetici se non su una confezione di caramelle. Poi ti ritrovi tra 40 anni, foto di Santa Maria Maggiore nella living room, la rucola salentina nel backyard, a non sapere cos’e’ che ti manca di piu’.

Ok. Parlo io. Che a te non ti capiscono, dici. Se. Come se a me
leggessero in fronte quello che voglio dire. Caro amico, qui
l’importante e’ sorridere e se non capisci qualcosa di seeempre di no, mai di si! consi non rischi di tornartene a casa con roba che non hai mai voluto. E se non sai cos’e’ quella cosa nel menu, provala. Di sicuro non ti uccidera’ piu velocemente del resto che potresti sapere gia’. E non aver paura delle strade scure di Harlem. Per loro sei curioso come una giraffa a piazza sant’oronzo. Di certo nessuno vorrebbe sgozzare una giraffa a Piazza Sant’oronzo. Probabilmente perche’ non sanno a che altezza tagliare. Insomma, qui e’ la stessa cosa. L’americano e’ gentile. Il peggio che puo’ capitare e’ che ti
consideri un mentecatto e non vede l’ora che tu ti leva dai piedi. Sii diretto, condividi la loro gentilezza e forse scherzeranno con te.
Guarda quell’idrante aperto. I poliziotti sono gia’ arrivati. Ci siamo persi la scena dei bambini che ci giocano davanti. E un gavettone l’avrei apprezzato stasera…”

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